Uranioimpoverito's Blog

un blog sull'uranio impoverito a cura di lorenzo pellegrini

Posts Tagged ‘iraq’

disastro ecologico in iraq

Posted by lorenzo pellegrini su 22 dicembre 2010

fonte: comedonchisciotte a questo link

che a sua volta cita come fonte questo articolo su rebelion

TESTO:

DI LAYLA ANWAR
An Arab Woman Blues

Mi proponevo di fare una lunga passeggiata per respirare un po’ d’aria fresca, ma ho cambiato idea. Ieri ho immagazzinato informazioni nella mia mente e ho annotato vari fatti su di un pezzo di carta e non voglio perdere nessuno di questi dati. E’ qualcosa di molto urgente. Di un’urgenza letale, come tutto ciò che accade in Iraq. Prima ho scritto alcune cose, non molte, sul disastro ecologico sopraggiunto in Iraq dopo l’occupazione statunitense del 2003. Una crisi ecologica a vari livelli, dato che ha già prodotto frutti molto amari.

Incominciamo dal milione di anni che durerà la contaminazione di uranio impoverito nel terreno e nell’acqua irachena … Suppongo che a questo punto il lettore abbia già familiarizzato con gli effetti dell’uranio impoverito sul popolo iracheno e la sua salute, (1) specialmente la crescente incidenza sulle malformazioni alla nascita e sulla percentuale di casi di cancro tra i bambini, che non risparmierà nemmeno donne, uomini e anziani. Un’indagine rapida su Falluja e Bassora servirà da promemoria.

Oltre all’uranio impoverito, abbiamo la distruzione delle coltivazioni. Gli statunitensi si apprestano a bruciare campi agricoli, giardini e palmeti. In passato l’Iraq aveva 350 tipi diversi di datteri che usava esportare in tutto il mondo, attualmente invece li importa.

La distruzione dei campi agricoli si è aggravata anche per la siccità che appesta l’ Iraq. La diminuzione del livello delle acque dei suoi fiumi principali, Eufrate e Tigri, è stata causata principalmente da Iran, Siria e Turchia che ne hanno sviato il corso verso i loro paesi mediante la costruzione di dighe illegali, incuranti di tutti gli accordi e i protocolli firmati con l’ Iraq. La siccità è così grave che l’anno scorso l’Iraq ha dovuto elemosinare dell’ acqua dalla Turchia. Iran, d’ altra parte, ha preso le distanze da ogni responsabilità per ovvi motivi: ha un governo a Bagdad.

Ma esiste un aspetto ancor più nefasto del ruolo iraniano in Iraq, oltre ad avere un governo in piena Bagdad e rubare acqua. L’ Iran deposita le sue scorie radioattive nucleari nella provincia di Anbar, anche se nessuno ovviamente parla del tasso di incidenza del cancro in Anbar; svuota giornalmente vari metri cubi di acque contaminate da scarti industriali, mediante tre immensi tubi, dalla provincia di Khuzestan sino al Shatt Al-Arab, vicino a Bassora.

Shatt Al-Arab è la fonte principale di erogazione d’acqua per tutta la zona del sud dell’Iraq. L’immissione di residui industriali tossici e di acqua stagnante in questa zona ha alzato la salinità delle acque e in sole poche settimane, (4)a causa della contaminazione e della salinità dell’acqua, Bassora ha perso i suoi campi agricoli nel raggio di 17 km, che si sono seccati a causa del sale industriale tossico. Se questa tendenza continua, Bassora perderà tutti i suoi terreni agricoli. Il rapporto è di circa 40 metri cubi di residui industriali per la distruzione di 3 km di terra arabe. Fino ad ora Iran ha scaricato tra i 40000 e i 65000 mc di scarti tossici.

Alcuni esperti ambientali indipendenti iraniani stanno già parlando di un altro disastro ambientale nel sud: estinzione di flora e fauna, quindi la fine della biodiversità in questa zona e , cosa ancor più importante, la contaminazione di acqua potabile e per l’irrigazione.

Nonostante Iran e Iraq abbiano siglato diversi accordi ambientali, incluso l’Accordo Ramsar del 1991 e l’ Accordo di Rio del 1992, oltre ad una serie di protocolli bilaterali (che includono Siria e Turchia), non sembra sia stato rispettato nemmeno uno di essi. Gli ambientalisti iracheni stanno cercando di portare l’Iran davanti alla Corte Penale Internazionale, per porre fine ad un disastro che sta risucchiando province irachene intere.

Ovviamente l’Iran potrebbe processare e smaltire in un altro modo i suoi rifiuti invece di riversarli nel Shatt Al-Arab, inquinando e contribuendo alla morte del sud iracheno, purtroppo l’ Iran considera Iraq una pattumiera.(5) Il governo lobbista sciita di Bagdad purtroppo aiuta molto in questo senso.
E c’è molto di più a parte il disastro ecologico iracheno … ma per oggi mi accontenterò di ciò che ho scritto.

 

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responsabilità nella contaminazione dell’Iraq

Posted by lorenzo pellegrini su 12 novembre 2009

Molti siti internazionali, fra cui il canadese globalresearch.ca, hanno recentemente pubblicato la relazione che la Prof Souad N. Al-Azzawi ha presentato a Kuala Lampur durante la Conferenza Internazionale sui crimini di guerra, svoltasi tra il 28 e il 32 ottobre scorsi. Il documento è un vero e proprio atto d’accusa nei confronti degli Usa e della Gran Bretagna ritenuti responsabili della contaminazione dell’Iraq  a partire del 1991, in seguito all’uso di armi convenzionali e non convenzionali, il fosforo bianco, le bombe a grappolo e i proiettili all’uranio impoverito. Souad N. Al-Azzawi riporta fra l’altro alcune dichiarazioni filtrate dal Ministero dell’ambiente irakeno nel 2007 da cui risulta che i siti contaminati con l’uranio impoverito sono circa 350. I casi di malati di cancro si sono moltiplicati, tanto che la Nazione ha chiesto aiuto alla comunità internazionale per far fronte alla situazione, aggravatasi ulteriormente in conseguenza delle sanzioni economiche inflitte all’Iraq.

La relazione si articola in una introduzione in cui si inquadra il problema, seguita dalla spiegazione sulla natura dell’uranio impoverito e sugli effetti sul corpo umano, le evidenze scientifiche sulla pericolosità e le conseguenze della contaminazione con questo metallo, la mappa dei siti colpiti dai bombardamenti, le posizioni della Comunità internazionale sull’uso delle armi ad uranio impoverito, una serie di conclusioni e infine, le note bibliografiche cui è possibile fare riferimento.

Chi è Souad N. Al-Azzawi:

Ha insegnato ingegneria ambientale all’Università do Baghdad; è stata vice presidente della Mamoun University of Scientific Affaires, e nel 2003 ha vinto il Nuclear-Free Future Award per il suo lavoro sulla contaminazione ambientale in Iraq successivamente all Guerra del Golfo. E’ autrice di decine di articoli sulla contaminazione da uranio impoverito e sulla gestione dei rifiuti tossici.

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bambini malati e malformati in Iraq

Posted by lorenzo pellegrini su 12 novembre 2009

In Iraq, le autorità sanitarie hanno evidenziato la moltiplicazione di casi di bambini nati con gravi deformazioni o malati ti cancro; il numero continua ad aumentare e attualmente si stima che l’’incremento è fra le cinque e le dieci volte, rispetto al periodo precedente la Guerra del Golfo.

Attualmente il 50% dei malati di cancro, sono bambini che hanno meno di 5 anni di età: Ahmed Uraibi, un medico pediatra che opera a Falluja, ha dichiarato  che nell’ultimo anno il numero di bambini nato con gravi deformazioni è molto aumentato. A settembre 2009 nell’ospedale di Falluja sono nati 170 bambini di cui il 24% sono morti entro pochi giorni e il 75% sono nati con gravi deformazioni. Questo dato è stato confrontato con i nati nel mese di agosto del 2002, quando nello stesso ospedale nacquero 530 bambini: sei sono morti entro una settimana e solo uno presentava deformazioni. Un altro medico recentemente intervistato da Sky News ha dichiarato che le malformazioni dei bambini che nascono nella zona di Falluja sono sicuramente da mettere in relazione con i bombardamenti con armi chimiche impiegate dagli Stati Uniti.

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